Il Marketing: la valorizzazione del brand

Al professionista che voglia essere vincente, oggi non basta solo avere la capacità di stabilire una buona relazione con il cliente finalizzato ad acquisirlo e fidelizzarlo, ma è necessario dotarsi di metodi e strumenti di comunicazione esterna efficaci e lavorare sul messaggio che di sé lo Studio vuole dare al mercato e al cliente target (cliente tipo potenziale).

Il primo passo utile in questo senso consiste sicuramente nel definire innanzitutto la mission (la ragion d’essere, la filosofia)  e la vision (la direzione prospettica, gli obiettivi futuri) dello Studio cioè capire – mettendo per iscritto -, quali sono i valori base dell’organizzazione – cd. corporate identity -.

I valori interni allo Studio e condivisi nell’organizzazione, diventano all’esterno l’immagine che di sé vuole dare l’organizzazione.

Su questo tipo di analisi si innesta poi la scelta, sviluppo e valorizzazione del brand ossia del logo, cioè del nome, dell’identità dello studio.

In primo luogo, ogni attività di promozione con l’obiettivo di dare visibilità, non può prescindere dal dotarsi degli strumenti minimali.

Perciò, bisogna partire dalla creazione dell’immagine coordinata, ovvero, la linea grafica che caratterizzerà tutto il materiale dello Studio, dalla carta intestata al sito internet.

Necessari strumenti che concorrono alla creazione e diffusione del brand e servono ad evidenziarne e propagandare l’immagine e la missione sono infatti: la targa, la carta intestata, i bigliettini da visita, la brochure di studio e il materiale informativo che comunichi le specializzazioni e i settori di operatività, la partecipazione ad iniziative di formazione o le pubblicazioni. Del pari, è necessario sviluppare il sito Internet e il web marketing.

In ogni caso, così come già avveniva nelle pubbliche relazioni tradizionali (e come avviene ancora oggi) la figura del professionista è centrale.

L’immagine del professionista si definisce in ogni ambito in cui il professionista si muove

anche in quelle occasioni di contatto in situazioni anche conviviali, nelle quali, pur non vendendo alcunché, si comunica la propria missione professionale, la preparazione, la qualità della propria organizzazione.

Perciò, gli utenti costruiscono la percezione delle qualità, competenze, capacità del professionista proprio attraverso la comunicazione che il professionista fa della propria immagine in ambiti svariati.

Pertanto, l’immagine del professionista dovrebbe essere curata e valorizzata a seconda di quale sia il tipo di messaggio che si vuole che gli altri percepiscano.

Bisogna arrendersi all’evidenza del fatto che, per quanto ancora alcuni facciano fatica ad accettarlo, il cervello umano ragiona ed elabora le esperienze secondo schemi stereotipati: il cuoco è quello con il cappello da cuoco, l’operaio è quello in tuta e così via.

Da ciò si comprende come, se si vuole lanciare un messaggio coerente, che non abbia distonie e abbia la capacità di convertire all’acquisto, si deve avere una immagine coerente.

E’ evidente che se ci si rivolge ad una clientela di lavoratori, il professionista potrà allora indossare jeans e non prestare particolare cura per lo studio e l’ambiente di lavoro.

Se invece il suo target di clientela è l’imprenditore, le società, dovrà curare maggiormente sia l’abbigliamento sia la location.

In entrambi i casi, è veramente antipatico – ed anche contrario alla normativa sulla privacy – ricevere i clienti in ambienti ove si trovino pratiche sparse o addirittura ammucchiate.

In tali casi, si comunica solo una immagine di dispersione e disordine. Comunque di inesistenza del controllo. Percezione che pertanto, non potenzia la comunicazione di fiducia e affidamento nelle proprie capacità professionali.

Oppure, altra buona regola è quella di prestare attenzione al front office. Spesso, la sala di attesa dei clienti è posta avanti alla segreteria. In questi casi, è antipatico assistere ai dialoghi tra il personale dello Studio, magari riguardanti i clienti o alle reazioni della segretaria all’ennesima lamentela telefonica del cliente assillante.

Occorre quindi lavorare sulla costruzione della propria immagine considerando che, alla fine, per quanto l’immagine sia “costruita”, non si può che comunicare quello che si è.

Occorre pertanto, in radice lavorare sulla propria formazione per diventare professioni più autorevoli e capaci e rafforzare la propria reputazione e quella dello Studio.

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