Quanto è importante per un avvocato sviluppare pubbliche relazioni 

Emerge dal Rapporto Censis sull’Avvocatura del 2018 come negli anni si sia determinata negli ultimi anni una riduzione progressiva del reddito medio nazionale degli avvocati il cui andamento è correlato a quello dei livelli del PIL pro-capite nazionale.

Emerge la presenza di forti differenziazioni delle distribuzioni geografiche del reddito dove i livelli della provincia di Bolzano e della regione Lombardia (aree con il reddito più alto) sono 4 volte superiori a quelli registrati in Calabria e Molise (aree a reddito più basso).

E’ evidenziata altresì la presenza di condizioni di difficoltà delle nuove generazioni che devono arrivare all’età di 45 anni per raggiungere un livello di reddito che possa garantire loro stabilità e autonomia economica.

La carriera dell’avvocato è insomma sempre più in salita.

Nel contempo anche il mercato è cambiato: le aziende richiedono una prestazione sempre più rapida e veloce e “integrata” nei contenuti, nel senso che implica conoscenze multidisciplinari.

La tecnologia digitale ha inoltre eliminato le barriere geografiche che caratterizzavano il settore. Il cliente oggi non ha neppure più necessità di prendere appuntamento con l’avvocato: usa skype, whatsapp e si aspetta risposte immediate.

Tutto ciò, non solo ha comportato una rivoluzione nel mercato perché evidentemente premia gli studi legali azienda e non lo studio boutique, ma addirittura sta comportando la scomparsa del libero professionista avvocato che lavora da solo o al massimo con qualche praticante.

Per poter rimanere competitivo sul mercato il professionista deve necessariamente adattarsi alle richieste della clientela, che è sempre più esigente sia nei tempi, che nei contenuti.

L’avvocato singolo perciò, fa un’enorme fatica a sopravvivere in questo mercato.

I grandi studi hanno all’interno figure specifiche che si dedicano al marketing e alla comunicazione, quali il marketing manager o il responsabile comunicazione.

L’avvocato con un piccolo studio perciò se vuole resistere e lavorare e trovare clienti, deve necessariamente dedicarsi alle pubbliche relazioni.

Tradizionalmente il marketing per l’’avvocato era sempre consistito nel “passaparola”. L’avvocato sperava che il cliente soddisfatto raccomandasse lo studio e che questa segnalazione generasse nuovi clienti.

Ovviamente il passaparola non basta più.

L’avvocato deve necessariamente avere un ruolo più attivo nella ricerca di clienti.

Deve lavorare per costruirsi una reputazione nel mercato di riferimento. Perciò serve innanzitutto una specializzazione perché deve essere riconosciuto ed identificato con quel particolare topic. L’avvocato generalista non ha più senso di esistere è tagliato fuori dal mercato. Del resto è intuitivo e notorio che parlare a tutti equivale a non parlare a nessuno perciò, il messaggio risulta in tal caso non mirato e non efficace.

Oltre, alla specializzazione, che è il primo passo, l’avvocato, per crearsi una reputazione nel particolare settore, deve frequentare circoli, associazioni, partecipare a convegni e organizzare eventi sul tema, essere attivo su quello specifico argomento. Insomma l’avvocato deve fare un marketing sul brand cioè sul nome dello Studio legale nel settore di riferimento.

Il semplice fatto di posizionarsi sul mercato con una forte specializzazione, incentiva il passaparola sul nome dello Studio legale o del professionista.

Di qui la necessità per l’avvocato di dedicare sempre più tempo alle pubbliche relazioni e quindi di organizzare l’attività di studio.

Nel contempo il marketing per l’avvocato deve anche essere fatto attraverso i social che non sono altro che la cassa di risonanza di un’attività svolta all’interno della società reale nel settore di specializzazione. Insomma, il marketing dell’avvocato non può essere solo virtuale, ma deve essere fatto anche di relazioni reali.

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